Roma, 13/03 – Assemblea nazionale “Per una stagione di referendum sociali. Scuola pubblica, beni comuni, ambiente”

In due anni dal suo insediamento il Governo Renzi ha prodotto una serie di “riforme” che investono diversi ambiti della società e della vita delle persone.
Si tratta di un’azione che, ispirata all’idea del mercato come unico regolatore sociale, attacca il ruolo pubblico e universale della scuola, estende la precarietà nel lavoro, rilancia una nuova fase di mercificazione dell’acqua, dei beni comuni e dei servizi pubblici locali, in aperto disprezzo dell’esito referendario del giungo 2011, persegue con il decreto Sblocca Italia una politica di devastazione ambientale dai rifiuti all’energia, della quale le trivellazioni, in mare così come in terra, costituiscono l’esempio più emblematico.

Di fronte a questo scenario, le resistenze e le mobilitazioni sociali, prodotte nei territori e nella società, hanno costituito esperienze fondamentali di contrasto a questi processi.
Ma hanno ora la necessità di produrre un salto di qualità nella connessione fra loro e nell’azione comune.

Per questo, il movimento per la scuola pubblica, il movimento per l’acqua e la campagna contro la devastazione e il saccheggio ambientale hanno deciso di lanciare una stagione di referendum sociali, a partire dalla prossima primavera, proponendo a tutte e tutti una straordinaria campagna dal basso che punti a: promuovere la scuola pubblica, bloccando la cosiddetta “Buona Scuola”; difendere i beni comuni, fermando gli incentivi alla privatizzazione dell’acqua e dei servizi pubblici locali; cambiare le politiche ambientali, a partire dallo stop definitivo alle trivellazioni petrolifere in terra e in mare, opzione “trivelle zero”, completando un percorso di lotte che ha già ottenuto diversi risultati.

Perché su tutto ciò che riguarda la vita e i diritti delle persone, la salvaguardia dei territori e del diritto al futuro, sono le donne e gli uomini di questo paese a dover decidere, tutte e tutti assieme.

Pensiamo a referendum comuni capaci di rafforzare la mobilitazione sociale che in questi anni ciascun movimento e soggetto sociale, con la propria autonomia e i propri percorsi, ha portato avanti.

Pensiamo a referendum comuni capaci di estendere la sensibilizzazione e il coinvolgimento diretto delle persone, e di disegnare un altro modello sociale, riaprendo la strada alla speranza di un futuro diverso per tutte e per tutti.

Sappiamo che, anche sul fronte dei diritti del lavoro, Cgil, Cobas, sindacati di base e movimenti contro la precarietà stanno discutendo sulla possibilità di intervenire per abrogare gran parte delle norme introdotte dal Governo Renzi, a partire dal Jobs Act. Dal nostro punto di vista, auspichiamo fortemente che aggiungano il loro contributo di esperienza e mobilitazione, per rendere ancora più ricca la stagione di referendum sociali che attraverserà il Paese.

Sarà una stagione per la scuola pubblica, per i beni comuni, per la tutela dell’ambiente e dei territori, per i diritti del lavoro. E sarà naturalmente una stagione per la democrazia, anch’essa sotto deciso attacco del Governo, attraverso le riforme costituzionali che, nell’autunno prossimo, vedranno il fondamentale passaggio del referendum confermativo: in questo senso, la stagione dei referendum sociali, pur nella sua dimensione autonoma, vuole contribuire anche alla campagna per il NO alla controriforma istituzionale, con la netta convinzione che parlare di democrazia non significa ragionare di architettura istituzionale, bensì del potere che hanno le persone di decidere sulle scelte di fondo che riguardano gli assetti della società. Così come sosteniamo il referendum No Triv sulla proroga indefinita alle concessioni per l’estrazione di idrocarburi già esistenti entro le 12 miglia, provocatoriamente fissato dal Governo Renzi per il prossimo 17 aprile, nel palese tentativo di far fallire il quorum.

Per condividere tutto ciò invitiamo comitati, movimenti, associazioni, cittadine e cittadini, forze politiche e sociali e tutte/i coloro che hanno a cuore diritti, beni comuni e democrazia. a partecipare all’assemblea nazionale che si terrà a Roma il 13 marzo prossimo.

Per confrontarci con vicinanza ed intensità, per costruire gli intrecci e gli obiettivi di questa stagione referendaria e sociale. Per disegnare un’altra uscita dalla crisi e le coordinate di un altro modello sociale.

Tutte e tutti assieme è possibile.

Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua
Movimento per la scuola pubblica
Campagna “Stop devastazioni”, per i diritti sociali ed ambientali
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Costituito il comitato referendario per l’abrogazione della legge 107/2015

Napoli, 7 febbraio 2016. È nato il Comitato promotore del referendum abrogativo di parti della legge 107/2015. Un impegno unitario, che si collocherà in una allargata stagione di referendum sociali, per ridare voce ai cittadini e ristabilire alcuni punti nodali della scuola della Costituzione, violata dalla riforma Renzi. Movimenti, associazioni e sindacati nazionali di docenti, studenti e genitori avranno – su delibera unanime – la titolarità delle decisioni e della gestione dei quesiti referendari, che verteranno su chiamata diretta da parte dei dirigenti scolastici, School Bonus, Comitato di valutazione, alternanza scuola-lavoro.
Auspichiamo che a questo progetto vogliano concorrere altre realtà associative e sindacali di ispirazione democratica, aderendo entro l’inizio della raccolta delle firme al Comitato promotore.
Facciamo appello ai soggetti che si stanno attivando in analoghe iniziative nel campo della difesa dell’ambiente, dei diritti e della dignità del lavoro, contro le privatizzazioni e per la tutela dei beni comuni a organizzare tutti insieme entro la metà di marzo un’occasione di pubblico confronto per il lancio di una campagna condivisa.
Ricordiamo infine a tutti i cittadini italiani che la scuola pubblica è un organo costituzionale che merita – nella difesa dell’interesse generale – la massima tutela da provvedimenti di deriva autoritaria. E pertanto chiediamo a tutti la piena partecipazione: i referendum sociali si collocano in una vera e propria battaglia per la libertà e la democrazia nel Paese.

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Un 2016 di consapevolezza e di mobilitazione: è in gioco la democrazia

Cari e care amiche-amici, compagne e compagni,

alle soglie del Nuovo Anno 2016 ci pare opportuno richiamare e ribadire la ragione per la quale 3 anni fa a Bologna i nostri movimenti e associazioni si sono riconosciuti come soggetti impegnati in un’unica lotta: la difesa dei principi costituzionali di cui la scuola dello Stato rappresenta uno dei più importanti presìdi. Nasceva lì il Coordinamento Nazionale Per la scuola della Costituzione.

Nei tre anni trascorsi abbiamo assistito a uno scenario inedito. Caduto il governo Berlusconi, con l’avvento del Centro sinistra, passo dopo passo si è dovuto prendere atto che anziché cambiare verso, si è sprofondati in una sorta di continuità col precedente governo, col favore di un’opinione pubblica sottoposta al ricatto dell’austerity.

La nostra azione di difesa della scuola dello Stato per renderla conforme a quanto stabilito nella Costituzione non si è quindi esaurita con la caduta del duo Gelmini-Tremonti, ma ha dovuto bensì attrezzarsi per un’opposizione ancora più dura e capillare, trattandosi di contrastare una forza politica come il PD nella sua espressione più alta: l’esercizio del governo nazionale.

Dobbiamo contrastare con ogni mezzo a nostra disposizione l’affermazione strisciante della Legge 107 definita “La buona Scuola”, facendo capire all’opinione pubblica che un’alternativa l’abbiamo. E’ la LIP, la Legge di Iniziativa Popolare che da un anno abbiamo ripreso a far conoscere a insegnanti, studenti, genitori , alle forze sindacali e politiche, nelle sedi istituzionali.

Molti, se non tutti, le associazioni e i comitati che avevano dato vita al Coordinamento Nazionale “Per la scuola della Costituzione”, si sono impegnati attivamente nella presentazione della LIP nei territori. Il nostro sito, come è possibile constatare, ospita documenti e appelli per la LIP sottoscritti dalle nostre associazioni.

Ci apprestiamo a un referendum. Sarà indispensabile poter contare sull’impegno di tutte le organizzazioni. L’emergenza ci chiama a raccolta. Difendere la scuola della Costituzione, in questo momento vuol dire depurarla dai nefasti provvedimenti antidemocratici contenuti nella Legge 107.

Si tratta di una battaglia che richiede grandi energie, solidarietà, spirito unitario, informazione costante attraverso i contatti con la rete LIP: è possibile iscriversi alle liste di distribuzione  e ricevere quindi indicazioni di materiali e documenti di mobilitazione e riflessione.

     L’augurio che ci facciamo è che questa energia, il 2016 sappia fornircela!

p.Il Coordinamento  Antonia Sani

coordnazscuolacostituzione@gmail.com

 

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Esiti dell’assemblea nazionale del 29.11.2015

Il testo del documento approvato all’unanimità.

 

Sessione mattutina (documentazione video parziale)

Sessione pomeridiana (documentazione video integrale)

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Incontro nazionale del 29.11.2015: temi e organizzazione del dibattito

Leggi il post sul blog lipscuola.it

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Comunicato

Il Coordinamento Nazionale per la Scuola della Costituzione sottoscrive il comunicato dei Comitati LIP a sostegno dello sciopero del 13 novembre, del 20 novembre e alla manifestazione del 28 novembre.

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COORDINAMENTO NAZIONALE NO TRIV

Care/i Tutte/i,

il 30 Settembre scorso è accaduto qualcosa di unico e straordinario nella storia dell’Italia Repubblicana: la pressione esercitata da 200 associazioni, comitati, movimenti, e da personalità della cultura e delle scienze che danno lustro al nostro Paese, ha spinto le Assemblee di metà delle Regioni italiane a deliberare, in modo pressoché unanime e trasversale, la richiesta di sei referendum contro le trivelle in mare e su terra ferma.

Superato positivamente il duplice esame della Cassazione e della Corte Costituzionale, i cittadini potranno così riappropriarsi del diritto, spesso negato, di decidere di se stessi e del futuro dei rispettivi territori.

Con il deposito in Cassazione delle istanze referendarie, le 200 associazioni firmatarie dell’appello alle Regioni possono rivendicare, con orgoglio, di aver raggiunto un primo prezioso obiettivo: non essendo più nella disponibilità di chi li ha presentati, una volta ritenuti ammissibili, i referendum dovranno essere celebrati nella primavera del 2016, a meno che -cosa alquanto improbabile- il Governo decida di abrogare le norme oggetto dei quesiti.

Ne siamo consapevoli tutti: i referendum non sono un punto di arrivo, ma un punto di partenza. Hanno necessità di consolidarsi, mettendo radici profonde nella coscienza collettiva del Paese, attraverso un percorso chiaro, condiviso e partecipato, in cui il ruolo di motore e di guida del processo referendario resterà saldamente in mano ai movimenti, alle associazioni ed i comitati.

Come già accaduto nel recente passato, è importante che a concorrere al raggiungimento dell’obiettivo finale siano chiamati anche altri soggetti, nel rispetto di ruoli e funzioni: le Regioni, in un rinnovato regionalismo – fedele allo spirito della Costituzione – che restituisca loro quella credibilità intaccata da anni di deficit rappresentativo e democratico, di mala gestio e di scelte sovente infelici in materia energetica ed ambientale; le forze politiche, chiamate trasversalmente a sostenere la campagna referendaria contro le trivelle ed a farsi portatrici, operose e concrete, delle istanze no-triv nei luoghi della rappresentanza; le organizzazioni sindacali dei lavoratori che vogliamo al nostro fianco per ribadire la necessità di un cambiamento profondo nella struttura economica e sociale del nostro Paese e dell’indifferibilità di un processo di riconversione ecologica del sistema produttivo; il mondo dell’associazionismo tutto, per riaffermare il diritto alla partecipazione, dal basso, alle scelte che interessano noi tutti e per inaugurare una nuova stagione di solidarietà ed emancipazione politica e culturale.

Grazie ad anni di impegno e di lotta, siamo riusciti nell’intento di rimettere al centro dell’agorà una doppia questione – quella energetica e, soprattutto, quella democratica – ed abbiamo costretto la politica e gli enti territoriali ad operare una sorta di ravvedimento operoso che risulterà ancor più efficace dopo la molto probabile approvazione dei progetti di legge regionali che inibiranno qualsiasi tipo di attività entro il limite delle 12 miglia marine.

Il risultato ottenuto deve essere consolidato e messo a frutto.

Ci attende una lunga stagione di impegno e di passione: c’è molto ancora da fare!

Il traguardo è ambizioso, impegnativo ma a portata di mano: salvo “sgambetti” dell’ultima ora da parte del Governo “fossile”, portare al voto la metà più uno delle Italiane e degli Italiani aventi diritto al voto.

Acquisito il 30 Settembre scorso il primo importante risultato intermedio, è giunto il momento di incontrarsi, di confrontarsi, di discutere sulle scelte operative e sui primi passi da compiere.

Se vorrete, potremo farlo, tutti assieme e in tanti, a Roma, domenica 8 novembre, dalle 9 alle 17.

Il luogo dell’assemblea deve essere ancora prescelto ma la rosa delle opportunità è ampia. Ragion per cui invitiamo tutti a rendersi disponibili per quella data e ad organizzarsi per tempo.

Seguiranno a stretto giro informazioni più dettagliate.

Nel frattempo, per ragioni organizzative e per il buon esito dell’iniziativa, invitiamo associazioni, movimenti, comitati, cittadini, a comunicare all’indirizzo di posta elettronica coordinamentonotriv@googlegroups.com la partecipazione all’Assemblea Nazionale di domenica 8 novembre in Roma oltre ad un recapito telefonico.

Un abbraccio collettivo.

p. Il Coordinamento Nazionale No Triv

enrico gagliano

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Rinvio dell’assemblea prevista per l’8.11.2015

Il testo del comunicato del tavolo di presidenza del 6.9.2015

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volantino17ottobre

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Lettera aperta a Flc CGIL, Gilda, Cobas, Unicobas da parte del Coordinamento nazionale dei Comitati LIP

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