Torna il fantasma degli sgravi a chi frequenta le paritarie

Comitato Nazionale Scuola e Costituzione

                                    Associazione Per la Scuola della Repubblica

Dopo mesi di consultazioni on line sulle 136 pagine della “buona scuola”, che non contenevano alcun accenno a sgravi fiscali per chi frequenta le scuole private paritarie, ecco in dirittura d’arrivo l’inserimento nel futuro disegno di legge di una petizione, non nuova, ma questa volta introdotta di soppiatto, come possibile norma messa a punto dalla ministra Giannini. Autori della petizione 44 deputati di tutti i partiti della maggioranza tornati alla carica con l’eterno slogan la “libertà di scelta educativa è un diritto che non può riguardare solo chi è economicamente in grado di permetterselo.” Riteniamo importante e urgente intervenire ancora una volta su questa ormai vecchia affermazione per dimostrarne all’opinione pubblica la reale inconsistenza. Oltre a “senza oneri per lo Stato” contenuto all’Art.33/Cost , che sarebbe di per sé sufficiente a porre una barriera a qualsiasi trasgressione in quella direzione, esiste  la distinzione tra “libertà” e “diritto” più volte richiamata in sentenze della Corte Costituzionale. Se garantire la libertà religiosa non comporta per lo Stato l’obbligo di  costruire luoghi di culto, per la stessa ragione consentire l’istituzione di scuole private non impegna lo Stato a garantirne il finanziamento per agevolarne la frequenza. Lo Stato ha l’obbligo di garantire a tutti e a tutte il diritto all’istruzione, secondo i principi costituzionali. La libertà di scelta educativa riguarda, invece, i genitori. Si tratta di una distinzione imprescindibile. Gli sgravi fiscali consentiti alle famiglie rappresenterebbero  per di più una sottrazione notevole di risorse finanziarie che restringerebbe l’impiego di quelle destinate a rimediare i danni provocati al nostro sistema di istruzione dai precedenti governi. Non si tratta, tuttavia, di rivendicare soltanto una priorità di spesa per la scuola pubblica, ma di impedire soprattutto una violazione grave e palese del dettato costituzionale. Ci auguriamo che nel nostro Parlamento e nel paese si levino forti voci per impedire questa ulteriore e illegittima forma di privatizzazione del nostro sistema scolastico.

 

Roma, 7 marzo 2015

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