Riceviamo e pubblichiamo

Rilevo con piacere che da più parti nel mondo della scuola sono avviate già in da ora, in vista della la ripresa autunnale, interessanti iniziative sia di mobilitazione che di approfondimento.

Penso però che sia necessario che anche ( anzi soprattutto ) il mondo della scuola rifletta sul processo autoritario avviato nel Paese dalla singolare alleanzaRenzi-Berlusconi e volto a mettere in discussione la Costituzione e con essa  l’assetto democratico del Paese.

A questo disegno autoritario oltre, all’opposizione parlamentare  di SEL, M5S, ex M5S e di un gruppo di democratici del PD,  finora si sono mobilitati con generoso impegno i comitati per la difesa della Costituzione;si deve invece rilevare con preoccupazione il  persistente  silenzio del mondo del lavoro, della scuola e soprattutto delle OO .SS.

L’assetto democratico del Paese rispetto ai gravi problemi occupazionali, economici e sociali del Paese non è “ altro”; è invece una precondizione indispensabile per la difesa di qualsiasi diritto sociale e/o civile; in particolare non può esserci una scuola democratica se il Paese non ha un assetto realmente democratico con un Parlamento effettivamente rappresentativo, con un Governo che abbia la fiducia di una effettiva maggioranza, con un  Presidente della Repubblica effettivamente garante della democrazia e del pluralismo politico e culturale; una Camera dei Deputati ,nominata da uno spregiudicato segretario del PD e da un pregiudicato piduista sulla base di una legge elettorale che , peggiorando  quella attuale dichiarata incostituzionale , può consentire ad una minoranza non solo di governare il Paese, ma precludere una effettiva rappresentatività del Parlamento, di esprimere il Presidente della Repubblica, incidere profondamente sulla composizione della Corte Costituzionale e del  CSM , certamente potrà legiferare con rapidità, ma senza controlli e garanzie dei diritti sociali e civili affermati nella Costituzione.

Oggi nel Paese c’è una emergenza democratica tanto più pericolosa perché portata avanti dalla alleanza Renzi- Berlusconi all’insegna del cambiamento e dell’efficienza; certamente, eliminata ogni voce di dissenso e di partecipazione democratica, il cambiamento si realizzerà rapidamente nel Paese ;ma in quale direzione? gli attuali limitati spazi di democrazia saranno rapidamente eliminati; il Governo, al di là degli annunci demagogici di Renzi,con i fatti concreti  ha già dato per la scuola  i primi segnali di questa politica del cambiamento : abolizione del Consiglio nazionale della P.I. ed esautoramento degli organi collegiali, già fortemente limitati; mantenimento del precariato con ulteriori tagli agli organici ed aumento di lavoro delle ore per il personale in  servizio; nello stesso tempo, nonostante il pesante debito pubblico, si continuano ad erogare fondi pubblici alle scuole private, ecc

Dobbiamo quindi avere chiaro che n questo quadro politico di pesante attacco alla democrazia del Paese la necessaria battaglia per un rilancio per la scuola statale, pluralista e democratica non può  prescindere dal contestuale impegno in difesa della democrazia e della Costituzione e quindi dalla ferma opposizione al disegno autoritario di Renzi e Berlusconi.

Corrado Mauceri

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