A proposito dello svolgimento della mobilitazione del 15 luglio

Una riflessione seria in merito allo svolgimento della mobilitazione del 15 luglio è fondamentale per indicare il percorso politico immediato e futuro. Ci pare che l’intendimento con il quale abbiamo accolto la proposta di Antonia Sani all’assemblea di domenica 13 – confluire nella manifestazione di Piazza delle Cinque Lune contro la riforma del Senato, per sottolineare il filo rosso dell’emergenza democratica che teneva unite le due mobilitazioni – sia stato tradito. La manifestazione sotto Montecitorio avrebbe dovuto essere il momento dedicato completamente alla scuola e al piano Reggi; quella a Piazza delle Cinque Lune un rafforzamento della difesa della Costituzione. Arrivati in piazza delle Cinque Lune, invece, è stato aperto lo striscione e sono cominciati gli slogan, che hanno reso difficile parlare a chi era già lì. Gli organizzatori della manifestazione per la Costituzione hanno chiesto – loro stessi – di eliminare bandiere e sigle, come era nella specifica programmazione di quell’iniziativa. Abbiamo ascoltato Pancho Pardi chiedere – a chi, a 10 metri di distanza dalla mobilitazione contro l’attacco al Senato, parlava con un altro megafono, peraltro potente, di scuola – di convergere sotto un unico palco, alternandosi a parlare. L’invito non è stato accolto. Perché? Che senso ha questo atteggiamento, questa divisione, questa giustapposizione a chi aveva organizzato l’altra manifestazione? La difesa della Costituzione e l’attacco alla democrazia non sono forse uno dei nostri obiettivi? Non coltiviamo tutti insieme l’idea che la scuola sia il principale presidio della democrazia nel nostro Paese? Non condividiamo questo tipo di atteggiamento nella maniera più assoluta, né crediamo che esso consenta di allargare la consapevolezza dei gravissimi problemi della scuola. Viceversa, suscita una giusta disapprovazione, legittimando le accuse di corporativismo e settarismo che noi proprio non intendiamo meritarci e che nuocciono profondamente, in questo momento e sempre, alla causa della difesa della scuola della Costituzione. Presìdi e iniziative contro la trasformazione del Senato, contro l’attacco alla democrazia e contro l’attacco alla scuola statale sono all’ordine del giorno; è però necessario ed urgente costruire un fronte unitario di tutte le forze (partiti, pezzi di partiti, OO.SS., comitati, movimenti, ecc.) che vogliono fermare questa deriva autoritaria. In questo momento viviamo l’emergenza della legge elettorale e della trasformazione del Senato, ma la lotta contro questi attacchi diretti alle istituzioni democratiche non può essere affidata esclusivamente ai giuristi democratici ed alla rete dei Comitati per la difesa della Costituzione. E’ una lotta per la difesa della democrazia che ci deve impegnare tutti, in prima persona le forze politiche democratiche, le OO.SS, le associazioni, i movimenti e tutte le forze che vogliono una politica del lavoro che assicuri il diritto costituzionale al lavoro, che vogliono una scuola statale democratica e non renziana, che vogliono una magistratura, certamente rispettosa dei diritti dei cittadini – soprattutto di quella parte più debole – ma indipendente e libera. Per molto meno – la controriforma berlusconiana del 2005, in confronto al disegno autoritario ed assolutista di Renzi, era meno devastante – fu possibile realizzare un impegno unitario e vincere con il referendum del 2006. La partecipazione dei movimenti per la scuola al sit-in di Piazza delle Cinque Lune doveva avere quel significato e sancire quell’impegno. Ricordiamo che al seminario sulla scuola tenutosi a Roma il 13 luglio, Sotiris Martalis, insegnante di Atene, esponente del sindacato degli insegnanti greci e fra gli animatori della corrente della sinistra sindacale, ha riferito il gravissimo attacco condotto dal governo greco, con il supporto dell’Unione Europea, ai lavoratori greci della scuola, un attacco che le istituzioni della Troika intendono estendere a tutti i paesi dell’Europa meridionale, sottolineando l’importanza delle lotte unitarie condotte dai lavoratori greci che sono riusciti a mantenere l’unitarietà del movimento sindacale sotto la direzione delle forze radicali. Ma questo attacco investe anche il diritto alla salute, al lavoro, ai servizi sociali. Dobbiamo lottare tutti uniti – e non solo a parole – per contrastare questa tragica deriva!

Roma, 18 luglio 2014

Associazione Nazionale per la Scuola delle Repubblica

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