Incontro romano del Coordinamento Scuola e Costituzione

Roma-11 marzo 2014

L’incontro delle associazioni e movimenti romani e del Lazio che fanno parte del Coordinamento Nazionale “Per la scuola della Costituzione” ha avuto luogo , come programmato, l’11 marzo martedì , dalle ore 16.30 alle ore 19 presso la sede del CESV, via Liberiana 17 – Roma.
 Presenti  rappresentanti di Scuolarep, Rete degli studenti medi del Lazio, FNISM, Coordinamento scuole secondarie, Comitato misto Cavour (I Municipio- Roma), Rifondazione, Unicobas, SEL, Coordinamento dei Castelli romani.

Si è partiti dal report dell’assemblea nazionale dell’ 11 dicembre alla Sala della Mercede di Roma, valutando gli impegni assunti in quella sede.

Alla proposta di rilancio  del documento dei 10 sì e 10 no si è unita nel frattempo da parte di alcune associazioni del Coordinamento nazionale la proposta di rilanciare anche la LIP ( Legge di Iniziativa popolare per una buona scuola della Repubblica). La legge, che nel 2004 aveva raccolto oltre 100.000 firme, presentata alla Camera  nel 2006, andrebbe certamente ripresentata nella sua integrità ( solo in sede di discussione nel Parlamento potrebbero essere presentati eventuali  emendamenti ).
In riferimento alle prime dichiarazioni della nuova ministra Giannini ne sono state stigmatizzate in particolare due,  più volte ribadite  :
–  la propensione a ritenere “pari” il ruolo dello Stato  nei confronti dele scuole statali e  private- paritarie
–  la centralità della valutazione di un “merito” le cui conseguenze possono espandersi dalle prove INVALSI alle nomine dirette dei docenti da parte del DS….

Si è riflettuto a lungo sull’impoverimento della qualità dell’istruzione provocato dai tagli continui alle discipline formative in termine di accorpamenti, di tagli all’orario, da un’esaltazione della digitalizzazione fine a se stessa. A tutto ciò si aggiungono i costanti tagli al bilancio (che vedono sempre più indispensabile l’intervento dei genitori, ad es.  fin nel pagamento di corsi di recupero..) .

Da tutti è stata denunciata la situazione di disorientamento di molti insegnanti, privi di punti di riferimento nell’attuale vuoto politico. Centrale resta più che mai il problema della formazione dei docenti, intesa non solo come aggiornamento alle nuove tecnologie, ma come capacità di trasmettere contenuti e valori a un mondo giovanile invaso fin dall’infanzia dalle continue innovazioni sul terreno della comunicazione.
E’ stata avanzata la proposta ( ma non da tutti condivisa) dell’istituzione per legge di  Centri territoriali per la formazione dei docenti in servizio, cui sia possibile rivolgersi per informazioni, chiarimenti, ma anche per corsi di aggiornamento professionale….
Ha suscitato perplessità anche la proposta relativa al riconoscimento del lavoro svolto da alcuni docenti in misura maggiore di altri ….
E’ stata esposta l’esperienza di alcuni licei in cui è stato accolto il progetto dell’UNICEF “verso una scuola amica”, che ha coinvolto nella sua dinamica un certo numero di studenti e potrebbe essere assunto come stimolo per una sua gestione autonoma nelle diverse realtà scolastiche…

Per poter dare uno sbocco operativo a un dibattito così ricco di spunti si è pensato di raccogliere le riflessioni sotto tre denominatori in grado di rispondere all’attuale domanda di senso e di offrire prospettive future in conformità con la nostra idea di scuola della Costituzione.
1-DEMOCRAZIA
2-DIRITTO ALLO STUDIO
3 – LAICITA’
Ma è pur vero che il concetto di democrazia comprende esso stesso anche il diritto allo studio e la laicità, se per democrazia scolastica intendiamo non soltanto il rispetto e la valorizzazione degli Organi Collegiali, ma la tutela della libertà di insegnamento e di apprendimento, l’autonomia della valutazione, il diritto di tutti e tutte all’accesso alla cultura, alla formazione critica nella piena libertà di coscienza.

Questi principi possono esprimersi in prospettive concrete, quali:
–  il rispetto e l’ampliamento delle prerogative degli Organi Collegiali (rilanciando l’articolato elaborato dal Coordinamento Nazionale ); il lancio della proposta di sostituire le prove INVALSI con le relazioni annuali (peraltro previste nella normativa vigente) dei Consigli di Istituto in ordine all’andamento didattico-amministrativo della singola scuola;
– LA RIAFFERMAZIONE DELL’OBBLIGO SCOLASTICO NELLA SCUOLA DOPO LA TERZA MEDIA ( a partire dal biennio), con una profonda revisione degli ordinamenti vigenti , tale da poter trattenere coloro che troppo numerosi abbandonano la scuola senza alcuna prospettiva.
Si tatterebbe di contrastare con forza la tendenza -oggi in atto- alla semplificazione in nome di un avvicinamento della scuola, anzi dell’ istruzione ,  al  “mondo del lavoro”  privando i giovani di stimoli culturali e di quella formazione critica indispensabile per la formazione di una “coscienza laica”, fondamento della civile convivenza.
Questo obiettivo consente di contrastare, proprio in nome dell’interpretazione autentica del diritto allo studio previsto nella Costituzione, la riduzione della  scuola superiore a 4 anni….
Un diritto allo studio, insomma, non solo inteso come mensa, trasporti, borse di studio per i non abbienti, ma come offerta di una scuola statale- aperta, sì, a una molteplicità di esperienze- in grado di dare a tutti e a tutte gli strumenti  per un orientamento consapevole delle proprie scelte ( cosa non possibile a 14 anni).
Per meglio mettere a fuoco i temi emersi nell’incontro di oggi, ci si rivedrà il  prossimo 27 marzo  (orario e sede da confermare)
                              
                           ( a cura di Antonia Sani-Scuolarep)
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