Report dell’incontro dell’ 11 dicembre a Roma-Sala della Mercedes h.15.30-18.30

Hanno partecipato rappresentanti  di associazioni e movimenti di FIRENZE,MILANO,ROMA, TORINO, di forze politiche (PRC) e sindacali (USB e Unicobas), tutti aderenti al Coordinamento. Hanno dato notizia della loro impossibilità ad essere presenti i rappresentanti di Bologna, Genova e Padova.

All’incontro hanno  partecipato, tra gli altri, docenti del Lazio interessati a un contatto col Coordinamento Nazionale. Sono intervenuti i parlamentari Silvia Chimienti ( 5 Stelle, Camera) col proprio collaboratore, Walter Tocci (PD, Senato), e per un saluto finale Umberto d’Ottavio (PD, Camera).

Hanno dichiarato la loro impossibilità ad essere presenti, nonostante la disponibilità precedentemente espressa, le senatrici Alessia Petraglia (SEL), Francesca Puglisi (PD) e l’on.Maria Coscia (PD,Camera).

In apertura è stata data informazione della genesi dell’iniziativa.

Il 16 novembre , nel corso dell’assemblea del Coordinamento a Firenze, era stata prevista una mobilitazione nazionale da concordarsi  unitariamente con  tutto il mondo della scuola per opporsi al “collegato Carrozza” unito alla Legge di Stabilità,operazione di cui era stata denunciata tutta la gravità nella modalità e nella sostanza.

 A seguito dell’avvenuto ritiro del provvedimento da parte della stessa ministra, è sembrato opportuno mantenere, sia pure in altra forma, l’iniziativa, convocando anziché una manifestazione nazionale (di sabato o domenica), un incontro del Coordinamento a Roma per un confronto coi gruppi parlamentari di centrosinistra delle Commissioni Istruzione di Camera e Senato sulle questioni più urgenti e allarmanti sulle quali acquisire le loro valutazioni e la portata dell’impegno.

 E’  stata scelta la data dell’11 dicembre,  una giornata infrasettimanale, e una Sala istituzionale al fine  di favorire la presenza dei parlamentari. E’ stato ribadito che non si trattava di un’assemblea, né di un Convegno, né di un seminario, ma di un incontro che avrebbe dovuto segnare l’avvio di incontri periodici tra il Coordinamento e le istituzioni nazionali. Per questa ragione é stata scelta una giornata lavorativa, anche se ciò non favoriva un’ampia partecipazione.

 Nel frattempo si sono verificati due eventi che hanno mutato la natura dell’ iniziativa:

         –   la sentenza della Corte Costituzionale sulla legge elettorale vigente;

        –   la verifica del Governo Letta alle Camere, coincidente in pieno con la giornata da noi prescelta.

Tuttavia, non si è voluto rinunciare e/o rinviare l’incontro, poiché è sembrato estremamente importante mantenere la scadenza, a prescindere dal confronto coi parlamentari, per confrontarci tra noi, a seguito della sentenza, sulle nostre posizioni, sulle nostre future strategie, sulle priorità da affrontare in merito alle 5 questioni indicate come i cardini su cui poggiare la difesa della scuola della Costituzione.

Nel corso di un articolato dibettito si sono fronteggiate valutazioni non del tutto coincidenti  nei confronti di un Parlamento che sebbene non illegittimo, dopo la sentenza della Corte non può non risultare “politicamente delegittimato”.

Manifestare come nostra posizione la sollecitazione ai parlamentari ad occuparsi solo della legge di Stabilità e della nuova legge elettorale, astenendosi dal “mettere le mani sulla scuola”, lasciando al prossimo Parlamento e Governo l’emanazioni di leggi che possono profondamente incidere sul sistema di istruzione? Oppure, dal momento che i tempi si allungheranno inevitabilmente, come è prassi nel nostro Paese, non sarà opportuno mantenere un rapporto con questo Parlamento che continuerà  comunque a legiferare, come è stato fatto finora, potendo continuare a nuocere sulla quotidianità scolastica?

L’attenzione è stata posta in particolare sulla democrazia scolastica. Sono emersi   4 aspetti:

  1. La legge delega n.958,denominata Decreto Semplificazione, ripresenta- pur non essendo una riedizione del collegato Carrozza (provvedimento che dai parlamentari intervenuti si è saputo non essere di fatto mai stato presentato in quanto ritirato prima della presentazione)-  la revisione degli Organi Collegiali e la Semplificazione normativa. Da quanto emerso dagli interventi dei parlamentari, l’art.2 relativo agli Organi Collegiali dovrebbe essere a breve interamente soppresso essendo stato respinto all’unanimità dalla Commissione Istruzione del Senato. Noi seguiremo l’iter, pronti a fare opposizione se ciò non avverrà.
  2. E’ stato stigmatizzato il ricorso della ministra al Consiglio di Stato contro la sentenza del TAR del Lazio che le intimava l’attivazione del CNPI.  Sarà necessario anche a questo proposito pensare a una forma di opposizione, nel silenzio generale.  Ma poiché entrambi questi punti riguardano la democrazia scolastica,è stato giudicato opportuno riprendere la diffusione del nostro articolato che presenta una soluzione del tutto innovativa per il CNPI rendendolo un organismo democratico in linea con gli altri Organi Collegiali.
  3. Il Coordinamento prende atto della nomina di un Comitato di 5 autorevoli personalità del mondo accademica  che deve predisporre la rosa dei nomi da cui la ministra trarrà quello del nuovo Presidente dell’Invalsi. Si tratta di autorevoli pedagogisti quasi tutti area della sinistra.Per un giudizio positivo,  si aspetta un’ inequivocabile inversione di tendenza, l’emanazione di criteri che mutino radicalmente le modalità della Valutazione….
  4. Il Coordinamento accoglie con vivo compiacimento la sentenza definitiva del TAR del Lazio che annulla i DPR che producevano i tagli all’orario dei Tecnici e Professionali. L’auspicio è che i sindacati e i danneggiati questa volta si muovano, e non si ripeta quanto avvenuto con la vittoria sui tagli della Gelmini, non rivendicata da nessuno degli aventi diritto… E a questo proposito è stato stigmatizzato il comportamento della Regione Puglia che dopo aver dichiarato la disponibilità a “fare in proprio” il ricorso contro l’ultima “tranche” dei tagli Gelmini, ancora non si è mossa…

 Infine, dall’intervento di Walter Tocci  si è avuta una sorta di conferma circa quell’intenzione della ministra che circola da qualche settimana : quella di indire una grande “costituente” per la scuola, che E.Letta avrebbe definito oggi stesso “un débat public” a somiglianza di quanto avvenuto nella scuola francese…. Anche su questo bisognerà ben capire, a chi ci si rivolge, su quali criteri si svolgerà il débat… Sarà una copia degli Stati generali della Moratti?

In conclusione  è stata approvata la stesura di un documento-appello ,che dovrà recepire gli input venuti dal dibattito, la cui bozza è stata affidata a Corrado Mauceri. L’appello si rivolgerà al  “consensus omnium bonorum”  (Cicerone, rievocato da Anna Angelucci).

 La democrazia scolastica verrà difesa non come settore a sé stante, ma come parte di un tutto che è la democrazia prefigurata nella carta costituzionale ( es. la difesa dell’art 138-  non è il solo modo di difendere la Costituzione, che va difesa nei luoghi di lavoro, nelle scuole, nella sanità,… con l’applicazione delle normative che la rendono vivente nei vari luoghi,  normative che devono essere i terreni di una difesa –concreta- della Costituzione.)

Tutti gli interventi hanno posto l’accento sulla “sordità” che si respira nelle scuole, sulla disinformazione, sull’incapacità di collegare l’azione degli Organi Collegiali ai principi di uguaglianza, libertà che essi dovrebbero incarnare.

E’ stata anche evidenziata e denunciata la precarietà come condizione di vita lesiva della dignità dei docenti, quando-dati alla mano- ci sarebbero i posti disponibili per le assunzioni a tempo indeterminato, non solo, ma lo Stato non ottempera, pur essendo costretto da sanzioni, la direttiva UE sulle assunzioni dopo tre anni di precariato.

Insomma,l’appello proposto dovrà costituire la base per una convenzione programmatica in difesa della Costituzione. Il percorso ipotizzato è la diffusione dell’appello a tutte le realtà che individueremo in sintonia con noi… Chi difende la laicità, la difesa dei principi costituzionali,, il riconoscimento della differenza di genere, ma soprattutto la distinzione tra pubblico e privato, quell’’idea di libertà coincidente con la  libertà che nella Costituzione si coniuga con uguaglianza e pari opportunità…..

La diffusione dell’appello sarà accompagnata dalla proposta di una data di incontro ( entro la prima metà di gennaio, in luogo da stabilire) in cui confrontarci con le realtà individuate.

Per quanto riguarda i punti indicati, specifici per la scuola, come s’è detto, staremo in guardia su come intervenire di volta in volta secondo le linee previste nell’appello      

 ( a cura di Antonia Sani)

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