IRC e scrutini -1

Alla c.a. dell’On.le Ministro Prof.ssa Maria Chiara Carrozza

Ministero Istruzione Università Ricerca

Sede

Onorevole Ministro, la nostra Associazione Nazionale “Per la Scuola della Repubblica”, impegnata da anni nella difesa dei principi costituzionali nella scuola, ha ricevuto in questi giorni alcune segnalazioni che sembra opportuno sottoporre con urgenza alla Sua attenzione. Le segnalazioni riguardano due questioni, di diversa natura, che possono entrambe ledere la laicità della scuola e il principio di non discriminazione se applicate scorrettamente, come ci è stato segnalato. 1. Il primo caso riguarda l’O.M.n.13 del 24 aprile 2013 relativa agli Esami di Stato dell’a.s. 2012-13. All’art.8 “credito scolastico”, punti 13 e 14 si legge che il docente di Religione cattolica e il docente di Attività alternativa partecipano all’attribuzione del credito scolastico esprimendosi su interesse e profitto dei loro alunni. Il testo tuttavia non precisa che l’ambito del pronunciamento del docente di Religione cattolica deve intendersi limitato alla cosiddetta “banda di oscillazione”, mentre tale precisazione è limitata, nel testo dell’O.M. in esame, agli alunni che optano per lo studio individuale. Tale formulazione è in evidente contrasto con la recente giurisprudenza del Consiglio di Stato, che, nella sentenza n.2749 del 7 maggio 2010, ha ritenuto legittime le precedenti ordinanze relative agli anni scolastici 2006/2007 e 2007/2008 solo in quanto appunto, limitavano l’ambito riconosciuto al pronunciamento del docente di R.C. alla cosiddetta “banda di oscillazione”. Del resto, non potrebbe essere altrimenti, dal momento che l’IRC non fa parte delle materie valutabili nella media dei voti su cui si fonda il credito scolastico.( d.l.vo 297/94, art.309). 2. Il secondo caso riguarda quanto stabilito nella revisione dell’Intesa tra CEI e Governo italiano col DPR 202/1990 in ordine alla votazione del docente di Religione cattolica nello scrutinio finale riguardo la promozione o bocciatura degli alunni che hanno seguito l’IRC.. Se il voto del docente di R.C. si manifesta come determinante, non viene computato, ma – recita il DPR cit. 2.7 “diviene un giudizio motivato iscritto a verbale”e ciò al fine di evitare ogni discriminazione tra chi si avvale o non si avvale dell’IRC. Una norma, questa, che risale a oltre 20 anni fa, ma spesso ignorata in molte scuole! Onorevole Ministro, confidiamo in un Suo pronto intervento per ristabilire la legalità mediante un’urgente circolare ai Dirigenti Scolastici, visto l’imminente avvio delle operazioni di scrutinio in tutte le scuole del territorio nazionale. Ringraziando, porgiamo distinti saluti

p. l’Associazione la coordinatrice Antonia Sani Roma, 3 giugno 2013

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