MONITORAGGIO COBAS SULLE ATTIVITA’ ALTERNATIVE – Riflessioni di Antonia Sani

L’iniziativa dei Cobas sulle attività alternative l’ho seguita all’
inizio qualche mese fa, come Comitato Scuola e Costituzione.

All’incontro del 28 giugno non ho potuto partecipare. Ho scritto al
gruppo di lavoro che ritengo positiva l’indagine conoscitiva circa il
rispetto del diritto degli studenti che chiedono un’attività
alternativa all’IRC , ma, come ho detto  più volte, NON SI PUO’ CONSIDERARE L’ATTIVITA’ DIDATTICO-FORMATIVA LA SOLA  ALTERNATIVA ALL’IRC , IN DEFINITIVA UNA CATTEDRA  PER IL PERSONALE PRECARIO
Questo finirebbe per rendere accettabile l’IRC, che invece non si deve
mai smettere di contestare in quanto privilegio inaccettabile di un
insegnamento confessionale all’interno dell’orario scolastico.
L’attività alternativa deve essere varata solo se richiesta come
riempitivo qualificato durante lo svolgimento dell’IRC ( le
alternative di pari dignità sono anche lo studio individuale, nessuna
attività, l’uscita dall’edificio scolastico).
Solo entro questi limiti va prevista un’attività alternativa
all’IRC, che deve essere considerata in tutto parallela all’IRC
( giudizio e non voto, non votazione allo scrutinio finale se
determinante, credito scolastico solo nella banda di oscillazione…).
NON DEVE ASSOLUTAMENTE PRENDERE LE SEMBIANZE DI UNA MATERIA “COME LE  ALTRE” ANCHE SE COMPORTA NELLA GRADUATORIA, IN CASO SIA SVOLTA DA  PERSONALE PRECARIO, IL PIENO PUNTEGGIO ANNUALE ED E’ REGOLARMENTE  RETRIBUITA DAL MEF DOPO LA SENTENZA DELC.D.S.(ConsigliodiStato).

Il citato art.9  del Nuovo Concordato stabilisce che la
scelta dell’IRC non deve dar luogo ad alcuna discriminazione.
Pertanto l’attività alternativa- per chi la sceglie- non deve dar
luogo ad alcuna discriminazione rispetto a chi ha compiuto altre
scelte circa il modo di trascorrere quell’ora, né deve esercitare
forme di costrizione su chi desidera- appunto- compiere altre scelte.
SI TRATTA DI UNA SOTTILE DISTINZIONE, ma ad essa è legata la difesa della già tanto violata laicità della scuola.

Ad es. il docente precario che  si propone con un programma dovrebbe sempre premettere “ nel caso in  cui ci siano alunn* che scelgono un’attività alternativa didattico- formativa e nessun docente della scuola si proponga per  svolgerla nell’anno in corso…” in modo da far ben capire che

NON SI INTENDE VENGA INSTAURATA UN’ UNICA ATTIVITA’ ALTERNATIVA PER TUTTI COLORO CHE NON SEGUONO L’IRC, ma semplicemente rispondere a una libera legittima richiesta di una parte di essi.

Antonia Sani

 

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